Archiviato in: Odisseo | Tag: Achille Occhetto, Luca Telese, PCI, PDS, Unità
Qualcuno era comunista, libro capolavoro di Luca Telese uscito con Sperling e Kupfer circa due mesi fa, ha una tesi molto netta, supportata da oltre 700 pagine che scorrono come un romanzo giallo. La storia del PCI è finita nel 1989, con la sua storia si è anche spenta la sua gloriosa tradizione. Coloro che ne hanno rivendicato l’eredità hanno semplicemente rimosso – non elaborato – le questioni politiche che la fine di quella storia poneva, contribuendo con ciò a sotterrare ciò che invece si sarebbe potuto salvare.
Archiviato in: Odisseo | Tag: Dario Franceschini, Democratici di Sinistra, Partito Democratico, patrimonio immobiliare, Pierluigi Bersani
Per quale ragione il patrimonio immobiliare dei DS non è nella disponibilità del Partito Democratico? Chi controlla la proprietà di quei 2.400 immobili, frutto del lavoro politico di milioni di iscritti al partito dal dopoguerra ad oggi? Dario Franceschini ha avuto il merito di riaprire pubblicamente questa vicenda che un carattere ipocrita della nostra cultura tende a derubricare come “delicata.” E’ invece una questione importante, strettamente politica, che dovrebbe godere della massima trasperenza. (continua…)
Archiviato in: Odisseo | Tag: Adolfo Scotto di Luzio, Andrea Romano, Francesco Bonami, Irene Tinagli, Italia Futura, Unità
Due settimane fa, annunciato da pochi articoli di stampa, è andato on line il sito di Italia Futura. “L’avvenire è di coloro che non sono disillusi” si leggeva nella home page di apertura, una frase di Georges Sorel, padre del sindacalismo rivoluzionario dell’ottocento. E’ quindi attivo un nuovo attore nel dibattito pubblico italiano, molto diverso dalla popolazione di partiti e gruppi legati alla politica quotidiana che affollano il nostro paese. Direttore e animatore di Italia Futura è Andrea Romano. Storico, saggista e commentatore dei fatti politici nazionali e internazionali, Romano ha raccolto attorno a sé una ventina di promotori, protagonisti a titolo diverso di nuove aree di intellettuali, imprenditori, professionisti, per fondare un progetto che vuole coniugare un tratto popolare, aperto, partecipativo, con il rigore dei contenuti. L’associazione lavora col metodo delle campagne: poco spazio a proclami generalisti e molta concentrazione su temi specifici, concreti, realizzabili. (continua…)
Quando ascoltiamo racconti da una scuola che funziona bene, quando siamo testimoni di una città con asili nido in abbondanza, o quando conosciamo un medico paziente e competente che presta servizio in un ospedale pubblico pensiamo che “nonostante tutto” l’Italia sia un paese ricco di buone cose, e che ci sia ragione di credere di non essere condannati al declino. Il problema sta tutto in quel “nonostante tutto.” Sarebbe sano e corretto se i successi e le buone pratiche fossero favorite dal sistema e dovessero parte dei loro risultati allo Stato, alla burocrazia, alla sinergia tra istituzioni pubbliche e private. Il bene comune non dovrebbe essere il prodotto di uno sforzo speciale, o circostanze fortuite, ma il risultato del normale lavoro di tutti: di studenti diligenti, di maestri preparati e giustamente compensati, di politiche adatte a tutelare le persone più giovani, degli operatori che mettono il nostro patrimonio culturale al servizio della quotidianità. Sono pochi esempi, legati alle campagne con cui Italia Futura ha deciso di cominciare la propria attività, ma si potrebbe continuare. Il progetto di Italia Futura muove dall’osservazione del fatto che il nostro paese sta procedendo da tempo in un circolo vizioso, i cui effetti peggiorano costantemente lo stato della nostra economia, del nostro tessuto sociale, della nostra vita culturale. Tuttavia, conoscendo le ombre ma anche le luci dell’Italia, ci si convince di poter invertire il senso della spirale, trasformandola rapidamente in un circolo virtuoso. Una delle condizioni per l’inversione di marcia, per un percorso che comunque si prefigura lungo, è un dibattito pubblico più maturo e meno improvvisato, dove ai tuttologi si sostituiscano persone competenti. Un’altra delle condizioni è che molti decidano di operare assieme perché l’Italia cambi direzione, riscoprendo quanti obiettivi possono raggiungersi se ognuno mette a disposizione un po’ di sé per un progetto collettivo. Italia Futura è un luogo pensato per questo, per essere a disposizione di chi vuole operare per un cambio di direzione.

