Il secondo tempo del match, dopo un inizio per me favorevole al cristiano, vede secondo me prevalere largamente il “non so”. Se l’interpretazione del proprio cristianesimo dipende da valori a-cristiani, questi diventano fondanti: non solo da un punto di vista logico, ma da uno sostanziale. Quale ragione o senso ha dunque il dirsi cristiani? La partita si fa sempre più intressante.
Non voglio rubare il mestiere a Christian Rocca, anche perché il mio mi basta e avanza, ma l’articolo sull’Espresso a proposito del supposto harem di Berlusconi è una vera schifezza, tipo la frase di Franceschini sull’educazione dei figli. E lo dico dall’altro della superiorità antropologica della sinistra intellettuale snob. Tuttavia, mi pare che qua si sia passati rapidamente dalle buone intenzioni, allo stesso livello se non peggio. Maschilista, volgare, ripetitivo. Spero che almeno questa settimana aumentino le vendite, altrimenti sarebbe anche inutile.
Ieri ho visto le ultime due puntate della serie finale di Prison Break. Devo dire che la seconda metà della serie è molto meglio della prima, che il finale è meno scontato di quanto uno si aspetti, e che val la pena vedere tutto fino in fondo anche solo per vedere ricicciare quel personaggio che davvero non ti aspettavi.
Ora, magari questa cosa stupisce solo me, o la conoscevate tutti da tempo. Comunque, due ricercatori di Stanford hanno avuto un’idea, si sono chiusi in casa per due settimane, ed hanno tirato fuori questo software, Midomi. Nella versione per iphone è fenomenale, ma funziona perfettamente anche la versione online. Uno può canticchiare per dieci secondi qualsiasi canzone e lui la riconosce. Poi potete lasciare registrata la vostra performance, che rimane a disposizione degli altri per essere ascoltata. Non è una cosa solo per anglofoni, io ho trovato anche La Società dei Magnaccioni, tutto De Gregori, Vasco Rossi, eccetera. Attenti che c’è da passarci un mese a non fare altro.
C’è una cosa, un po’ idota, lo ammetto, che non mi è mai andata giù dello strapotere berlusconiano, ed è il fatto che apparisse sempre più inevitabile che Berlusconi conquistasse legittimamente un posto – diciamo – autorevole nella storia italiana, così che, una volta passato a miglior vita, come direbbe lui tra una cinquantina d’anni, ci sarebbe toccato dare al tassista l’indirizzo nel titolo di questo post. Direte voi che scambiereste volentieri il titolo a vie o piazze per una sonora sconfitta elettorale. Sono anche d’accordo. Tuttavia, pensate un attimo a quanti comuni e province e regioni governi il centrodestra. Se Berlusconi trapassasse formalmente autorevole come ora non ci sarebbe città senza un corso, piazza, strada a lui intitolata, e già mi vedo viale Togliatti a Roma rimosso e trasportato in un piccolo vicolo per far largo al simbolo dell’Italia a cavallo dei due millenni. Saremmo inchiodati a Berlusconi e quel che rappresenta più o meno per sempre. Ora, io non credo minimamente che questa storia disgustosa che coinvolge una povera ragazza napoletana (della cui sorte e del cui equilibrio poverina non importa veramente a nessuno, sulla sua esile persona sono avventati centinaia di sciacalli da tutto il mondo e si stanno giocando le sorti di un potere molto grande, così grande che nessuno, neanche tra i più attenti commentatori ha pensato di dedicarle una riga di semplice umanità, o almeno io non l’ho letta) possa avere profonde conseguenze politiche di medio periodo. Infatti, anche ammesso che al soggetto non riesca il cover-up che mi sembra sia in atto, con interviste che si contraddicono sempre più affinché alla fine la parola più autorevole sia del premier, penso che il centrodestra senza Berlusconi avrebbe lo stesso successo, a meno di cambiamenti profondi nel centrosinistra. Tuttavia, se questa vicenda disgustosa dovesse far precipitare Berlusconi, potremmo esserci salvati dal toponimo di cui sopra.
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Letta dalla prospettiva italiana, la retorica popolare diffusa negli Stati Uniti sulla crisi economica è preoccupante. Che si parli con Joe the plumber, il nuovo “uomo qualunque,” o con i professionisti della middle class, le responsabilità delle crisi vengono attribuite alla avidità e all’ingordigia dei finanzieri di Wall Street.
Non capita spesso di imbattersi in pagine così interessanti. Ci vuole un sacco di pazienza per scrivere questo dialogo, spero che gli autori ne abbiano a sufficienza. Poi la cosa interessante è che io sono un amico (diciamo) e fan dello scettico. Il cristiano non lo conosco, né seguo il suo blog. Ho un vago ricordo che si tratti di un blogger che mi stava politicamente poco simpatico, ma potrei anche sbagliarmi. Comunque finora potrei sottoscrivere tutte le cose dette proprio da lui. Una delle cose che mi irrita degli atei che fanno proselitismo con aria di superiorità (e ovviamente non è il caso di Giovanni) è che hanno un livello argomentativo così elementare da essere sconcertante. Giovanni non si è difeso male finora, ma vediamo come continua il match.


