Da quando Gmail ha fatto le bizze l’altro giorno, mi è venuta voglia di ri-trasferirmi tutto nell’account del lavoro che, pur avendo più limiti di spazio, è certamente più protetto. Poi oggi Gmail era un po’ lento e mi venivano dei brividi di terrore lungo la schiena.
La battuta di Marta Meo per descrivere il nuovo esecutivo del PD. Preferirei tuttavia lasciare intatto il ricordo di quando, fanciullino, mi recai da Giotto a Colli Aniene a comprare quello che sarebbe stato il primo computer di una lunga serie, con un giochino che si chiamava “Barone rosso” che ci metteva un quarto d’ora a caricarsi con la cassetta. Mi sembrava che il futuro fosse finalmente nelle mie mani. Me lo ricordo come fosse ieri, era il 13 settembre 1986.
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Se il PD non pare in grado di imparare dai propri errori, potrebbe forse essere in grado di imparare dai propri successi, o da quelli che si trovano nella storia recente del centrosinistra. L’assemblea costituente di sabato ha offerto ancora una volta una rappresentazione di unanimismo, tutti i dirigenti nazionali sono stati compatti attorno alla soluzione individuata – il nome di Franceschini – senza che fosse aperto davvero un dibattito di merito. Eppure differenze politiche esistono eccome, sia nel corpo del partito che tra i suoi leader. (continua…)
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Non abbastanza da non riuscire a segnalare la migliore intervista di un vero leader letta da un sacco di tempo a questa parte, per quei tre membri della mia famiglia che se la siano persa. Un leader è qualcuno che non ha paura di dire le cose, che ne dice di significative e anche di meno significative ma adatte. Uno che non è opportunista, anche solo per orgoglio. Uno che si non nasconde in continuazione, che non ha paura di correre palla al piede, che non parla con voce dimessa. Dopo le scene penose della assemblea di sabato, mi viene da riflettere sui fondamentali esistenziali pre-politici.
Le ore che seguono il pranzo domenicale della mamma non sono le più adatte ad elaborare una gran riflessione sul futuro della sinistra, tema che mi sta anche un poco venendo a noia, nè tantomeno una analisi compiuta di ciò che è successo negli ultimi due giorni. Rimando dunque alla cronaca di Francesco Costa, a questo e questo commento di Luca, che nel complesso si avvicinano ad una lettura abbastanza corretta, secondo me, di questi due giorni. Io ho aggiunto questa cosa qui, che non è conclusiva ma forse serve come spunto di riflessione. In postilla, il fatto che Veltroni si sia dimesso, sostanzialmente sancendo il fallimento di un progetto collettivo, e in soli cinque giorni senza uno straccio di riflessione seria si sia proceduti all’elezione di un successore nella persona del suo vice, mi sembra ancora di più una cosa sbagliata e, strutturalmente, dal fiato corto.
Francesco uno-dei-migliori-blogger-italiani Costa ha una gustosa rubrica a proposito del junk food che ingurgita rimanendo maledettamente magro. Mi chiedo dunque se avesse mai potuto concepire il “panino della conoscenza”, con otto fette di bacon, sei salsicce, quattro hamburger, seguiti da uno strato di black pudding (Dio solo sa cosa sia) e completati con uno strato di due petti di pollo a cubetti e sei uova al tegamino. Naturalmente, solo uno scenziato politico poteva scovare una simile cosa titolandola “Good eats”. E ogni riferimento allo statuto del PD è puramente casuale.
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Che storia ci aspetta? Che parole avrà il centrosinistra venturo, quello che molti vorrebbero già attuale? Le persone riunite da l’Unità, forse un assaggio del futuro, provengono dalle generazioni dell’estrema individualizzazione dei percorsi formativi, professionali, politici. Il futuro non potrà dunque basarsi sull’unanimismo di facciata, sull’abitudine a stare assieme, sul gioco delle parti di eterne sfide mai consumate.
Solo che a differenza di altri noi le facciamo in pubblico.
Nel caso qualcuno se la fosse persa, che da quando è diventato una video star scrive davvero saltuariamente, linko la impedibile cronaca/analisi di Diego ‘Zoro‘ Bianchi. Aho, me sembra che qua tutti la pensiamo alla stessa maniera. Che volemo fa?
Sono completamente d’accordo, alle virgole, con Francesco Cundari. Poi, dopo l’8 settembre venne il 25 aprile.

