Archiviato in: Odisseo | Tag: Partito Democratico, Politica, sindacati, Unità
Epifani ha ragione. La firma dell’accordo tra CISL, UIL e Confindustria sulla riforma della contrattazione collettiva potrebbe rappresentare, se nessuna novità intervenisse, un passaggio più importante dei precedenti casi di accordi senza la CGIL nel 1984 e nel 2002. Per la prima volta nella storia recente, infatti, un intero impianto istituzionale – norme, condotte, forme – viene cambiato in profondità con i rappresentanti dei lavoratori su due sponde opposte.
L’impagabile Pierluigi Diaco ha scritto una delle sue solite rubrichine pirla sul Foglio riempiendola di “froci”, “cazzo” eccetera. L’Arcigay, anzi la “redazione Arcigay” del sito dell’associazione ha pensato di darle rilievo con un editoriale al vetriolo che accusa Diaco di bigottismo e omofobia. Diaco risponde con un post in cui afferma:
Ho dato mandato ai miei avvocati di difendere la mia immagine e la mia reputazione nelle sedi opportune, in relazione all’accusa di “omofobia” che l’Arcigay mi ha rivolto.
Se l’Arcigay avesse un residuo di capacità strategica dovrebbe approfittare di questa occasione. Dovrebbe assumere l’avvocato più inetto (o geniale) che fosse in grado di trovare, trascinare Diaco in tribunale e far di tutto per perdere, essere condannata ad una multa per aver dato dell’omofobo a qualcuno. Perchè questo certificherebbe con un atto pubblico il fatto che dare dell’omofobo sia un insulto, dunque una cosa di cui vergognarsi se fosse vera, come “razzista”, “nazista”, “testa di cazzo”, eccetera.
Dubito che l’Arcigay faccia nulla di tutto ciò che, al di là della reale possibilità che un simile processo si celebri, potrebbe essere una occasione mediatica. Comunque, l’ira di Diaco fa senza dubbio onore alla sua persona: avete mai sentito Bobba o Binetti o Bagnasco offendersi per l’accusa di omofobia?
Archiviato in: Odisseo | Tag: ageism, Non è un paese per giovani, vecchi stronzi
Il problema dell’Italia è che i vecchi so’ stronzi.
Eighty-nine percent of people under the age of 55, and 90 per cent of people aged 55 and above, agreed that “those who are now working have a duty to ensure, through the contributions or taxes they pay, that elderly people have a decent standard of living.” Even in 1996 and 1997, after several years of sustained societal debate about the need to reform Italy’s pension system, younger age groups continued to support the pension status quo.Prime-age wage earners (aged 25-54) were the subgroup most supportive of the current pension system.
But while younger groups show high levels of support for social welfare benefits for the elderly, in Italy as in the US elderly respondents are much less supportive of such benefits for the non-elderly. In the 1992 Eurobarometer survey, the elderly were more likely than respondents under the age of 55 to agree that the unemployed and the nonelderly poor were well protected in society, and less likely to support benefits for single parents. They were also more likely to support restrictions on unemployment benefits.
Despite the popular belief that the persistence of multi-generational families leads to solidarity between the generations, in Italy as elsewhere elderly voters demonstrate less “solidarity” downwards toward the young than the young direct upwards toward the elderly.
Per i nerd il resto è qui.
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Qui la versione da NBC, più carina, ma di cui non riesco a fare l’embedding.
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Per una volta, le abitudini considerate pessime si rivelano ottime. Il caffé riduce la probabilità di demenza senile, ma anche di diabete del tipo 2 e di Parkison. Non esagerate però, che esser ipernervosi tanto bene non fa secondo me.
Con gran sprezzo di asciuttezza e concisione, e giocando col proprio cognome, Mattia ha aperto un blog.
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Noi che facciamo scienze politiche siamo i più sexy, e gli economisti sono i più sfigati.

