Rispettare il movimento dell’Onda, prendere sul serio gli studenti, non significa fargli i complimenti in maniera paternalista come mi sembra vada piuttosto di moda (che bravi che fate le occupazioni, fico!), significa secondo me, al contrario, trattarli da pari e prendere sul serio le cose che dicono e scrivono, innanzitutto leggendole. Ieri si è riunita a Roma una sorta di assemblea nazionale del movimento, con tutti i pro e i contro tipici di ogni assemblea di un movimento. L’assemblea ha prodotto alcuni documenti, qui sotto le dieci righe introduttive del documento sulla didattica.
La complessità emersa nell’ambito di una discussione sull’autoriforma della didattica, ha messo in luce la molteplicità di articolazioni possibili tramite le quali immaginare una ristrutturazione dei processi didattici, cosi da poterli ripensare come non piu asserviti alla logica di disciplinamento introdotta dall’università del 3+2. Al tempo stesso queste differenze e pluralitá attestano tanto l’inevitabilità di contestualizzare queste riarticolazioni a contesti specifici, quanto la necessità diffusa di ripensare una trasformazione radicale dei processi formativi. Infatti, pur nelle differenze é emersa una chiara e totale opposizione al modello definito in Italia dal 3+2. Dall’assemblea si é prodotto quindi un dibattito complesso, espressione dell’esigenza dei differenti nodi di affrontare una discussione progettuale sull’autoriforma della didattica che dovesse tenere conto dell’articolazione di un confronto assembleare dal quale potessero risaltare la volontà di avviare un processo costituente e non di arrivare ad una definizione finale ed univoca delle pratiche che nell’attraversamento quotidiano delle facoltá e degli atenei giá aprono spazi di riappropriazione e decisione.
13 Commenti finora
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Le virgole, perdio, le virgole
Commento di Francesco 17 Novembre, 2008 @ 7:17 pmallucinante, contro anche la mia istintiva simpatia ai movimenti, ma questo è grottesco, sembra una caricatura dei collettivi anni settanta!
non ho parole, e infatti anche tu lasci che si commenti da sé ….
se poi entriamo nel merito, ma cosa ha che non va il 3+2 in sé? Prima o avevi la laurea a 5 o nulla, ora si ha la possibilità di uscire prima e con almeno un diploma. Io ci vedo nei principi un beneficio sociale.
Commento di Riccardo 17 Novembre, 2008 @ 7:39 pmsigh, e meno male che Marco ha appena finito di dire di trattarli da pari e legger quel che scrivono.
Commento di Filippo Zuliani 17 Novembre, 2008 @ 8:35 pm[...] (Grazie a Marco Simoni) [...]
Pingback di Scusa, puoi ripetere? « La Casa Dei Giochi 17 Novembre, 2008 @ 9:13 pmSecondo me siete voi che siete ignoranti: nello stralcio riportato da Marco io vedo invece – proprio nella mancanza di virgole – addirittura l”alto” stile di Joyce. Nell’Ulisse,infatti, le ultime 70 pagine sono senza virgole!
Commento di Carlo Traina 18 Novembre, 2008 @ 9:27 ammi vado a nascondere
Commento di Tc 18 Novembre, 2008 @ 3:03 pm[...] Lui, Lui, Lui, Lui e pure [...]
Pingback di accerchiato « D-Avanti 18 Novembre, 2008 @ 3:15 pm[...] per iscritto che per loro l’università italiana va bene così com’è. Marco Simoni ne ride e basta, anche se c’è da piangere. Per il resto, questa storia dovrebbe insegnare quattro cose [...]
Pingback di Francesco Costa » Che ti pareva 18 Novembre, 2008 @ 5:23 pm[...] Prendere sul serio (amo fatto n’asemblea) 18 Novembre 2008 [...]
Pingback di Odisseo | Wittgenstein Links 18 Novembre, 2008 @ 9:47 pmloro l’avevano premesso che è emersa “una certa complessità”, volete capirlo, o no?
Commento di ALDO 19 Novembre, 2008 @ 7:03 amUn capolavoro.
Commento di erodoto 19 Novembre, 2008 @ 10:45 ambeh, la scuola insegna questo….
Commento di riccarù 19 Novembre, 2008 @ 12:54 pmNo, non scuola insegna questo. La maggior parte degli studenti questo impara.
Commento di AndreaR 19 Novembre, 2008 @ 2:39 pm