Dopo averci pensato un po’ ho concluso che era dall’età di 14 anni, quindi da diciannove anni, che non passavo così tanto tempo al mare. Ci avevo passato quattordici anni di seguito e raggiunta l’età se non della maturità perlomeno del fenormone avevo felicemente abbandonato la sabbia (che continuo a detestare), l’abbronzatura intensa (che di questi tempi in Italia potrebbe esser pericolosa davanti ai figuri di Alemanno & C.) per dedicarmi a vacanze di altro tipo. Stavolta, un mese di mare quotidiano, con ritmi feroci dettati dal pargolo che al mare ha deciso giustamente di puntare la sua sveglia biologica alle 6 e 30 anzichè le sue abituali 7 e mezza – otto, e che ha una pelle così bianca che a volte si confondeva con le poche nuvole.
Ho capito che con un figlio la cosa più naturale che ti viene di fare è quello che hai fatto tu alla sua età. In questo caso quello che pensi di aver fatto, dato che non ho una memoria nitidissima della mia prima estate. Scommetto tuttavia che nel lontano 1975, pur in assenza di Olimpiadi che riempissero le mattine rincoglionite di mio padre, anche io affrontavo piuttosto impavido le mie prime onde sulla faccia e il fastidio della sabbia che si attacca alla crema antisole di cui ti hanno minuziosamente spalmato prima di varcare l’uscio di casa.
E in una situazione così monotona che appena due anni fa mi avrebbe fatto uscire l’adrenalina isterica dai pori della pelle sono rimasto come un papa per un mese. Nicolò ha compiuto i suoi primi passi; dopo vari anni ho corso i 10mila metri, lo stesso giorno della bellissima gara femminile e poi il mio programma di allenamento si è un po’ ammosciato. Alcune persone importanti hanno trovato il tempo di venirci a trovare. Ho combattuto da dietro un vetro tre battaglie contro altrettanti calabroni agguerriti. Ho sventato una rapina potenziale nella nostra casa grazie al tempestivo arrivo dei carabinieri (anche se il dubbio che si trattasse di un grosso topo perso per le campagne di Sabaudia e per la nostra siepe a me rimarrà).
Ho visto quante Olimpiadi riuscissi, perchè sono state la dimostrazione che siamo bravissimi anche quando non possiamo contare sulle raccomandazioni. La cosa bella delle Olimpiadi è che, a differenza del calcio, per quanti sforzi facciano per farci schifare, lo sforzo di un(‘)atleta che soffre una vita per quei pochi minuti, anche fossero le ore di una maratona o di 50 km di marcia, rimangono sempre la memoria e il messaggio più forte che riescono a veicolare. Come direbbe un amico mio di cui ho appena comprato il bellissimo libro, l’effetto che fa resiste ogni sforzo negativo.
Ritagliando qua e là ho anche continuato a litigare col mio modello logaritmico che mi pare ora funzioni un po’ meglio, vedremo come andrà la conferenza della prossima settimana in Scozia. Ho fatto pochissime telefonate di argomento politico. Ho letto il libro più trash che mi sia mai capitato tra le mani, quasi peggio del Codice da Vinci. Ho cucinato una ventina di barbecue e ho vinto una partita a carte, oltre a confermarmi come dominus assoluto dello scarabeo in inglese. Come mi fece notare con umorismo british un collega ex assistente della Thatcher, poi le parole dovrei anche imparare a metterle assieme correttamente.
L’estate è più o meno finita. Ci sono più belle notizie di quanto sembri ai nostri occhi sempre abituati a ragionare per similitudini e che invece dovremmo abituare al nuovo davvero. C’è una campagna elettorale da vincere che, come diceva un altro amico, è la prima cosa da fare, sempre. C’è un sacco da fare.
6 Commenti finora
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Bentornato!
Commento di homoeuropeus 27 Agosto, 2008 @ 3:57 amPero’ sulle olimpiadi mi aspettavo da parte tua un atteggiamento non dico europeista ma un po’ meno patriottico…
Se non siamo patriottici manco alle olimpiadi… Comunque onore ai britannici, bisogna dire!
Commento di Sergio 28 Agosto, 2008 @ 9:40 pmBella l’eclisse, io l’ho lisciata causa nuvole temporanee sotto i cieli portoghesi. Até já, G.
Commento di giodi 29 Agosto, 2008 @ 10:36 amPeccato non esserci mai incrociati tra Circeo e Sabaudia, in questi 34 anni. O a Torre Paola. Magari sarà per la prossima vita, Marco…
Commento di Anellidifumo 31 Agosto, 2008 @ 1:54 am“riuscessi”?
Commento di erodoto 31 Agosto, 2008 @ 6:00 pmVince McCain. http://www.anellidifumo.ilcannocchiale.it/post/2012519.html
Commento di Anellidifumo 4 Settembre, 2008 @ 7:06 am