Le pagine 6 e 7 di Repubblica oggi sono veramente sconfortanti, e allora mi sfogo sul blog. Ma vi pare normale? Nella pagina di sinistra c’è il racconto impietoso del tracollo siciliano, della sconfitta totale globale universale, del tramonto finale di tutte le speranze che erano nate negli anni ‘90, con Fava e Bianco ancora lì a Catania che pensano anche a cosa fare anzichè ritirarsi dignitosamente dopo averci provato, aver anche fatto il sindaco (Bianco) ed aver drammaticamente perso da tutti i punti di vista. La storia siciliana una cosa, secondo me, dovrebbe insegnare. Altro che federalismo, il PD siciliano andrebbe commissariato da Roma (o Milano o Pisa) azzerato e riorganizzato. Bisognerebbe prendere un bravo organizzatore, uno di 35 anni, dargli pieni poteri e dire: vai in Sicilia il PD sei tu, tanto peggio non si potrebbe andare, vedi se riesci a fare meglio, se riesci a fare una politica un po’ più credibile del suicidio del centrosinistra voleva candidare Cuffaro e poi Cuffaro andava con la destra, che voleva Lombardo e poi Lombardo andava con la destra.
Poi nella pagina destra dello stesso giornale, sotto la voce “strategie nazionali”, è tutto un susseguirsi di caminetti a porte chiuse per fondare una “nuova” alleanza di stampo dalemiano che vada da Salvi a Casini. Ora, posto che Casini è solo un po’ più educato di Mastella ma politicamente equivalente, cosa ci sarebbe di “nuovo”? Ma il giornalista non ha un po’ di senso del ridicolo? (sul fatto che ce l’abbia Salvi ho rinunciato da tempo). E poi, quali orde di nuovi elettori siffatta alleanza dovrebbe attrarre? Voglio dire, io sono aperto a discutere di qualsiasi cosa, solo che qua non c’è nulla da discutere se non alchimie astratte e futuriste di come diverse leggi elettorali potrebbero portare a nuove alleanze da Salvi a Casini. Ora, se non è follia questa, avendo a sinistra l’altra pagina siciliana, allora inizio ad avere un problema semantico.
Poi voglio dire, e la chiudo qui, io sono davvero laico e aperto a discutere. Se qualcuno pensa che il PD per vincere in Sicilia deve allearsi con Lombardo e prendere i suoi voti per conquistare il potere, lo dica perbacco. Chi punti a nuove alleanze a scopi di vittoria elettorale, lo dica più chiaramente possibile – evitando patetiche battutine tese a far vedere quanto si è scafati. Altrimenti si nutre il sospetto che questo attivismo si muove per puro desiderio di indebolire il nemico interno chiunque esso sia, ma senza una chiara strategia in testa, oppure che ci si vergogni di ciò che si pensa.
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“c’è il racconto impietoso del tracollo italiano, della sconfitta totale globale universale, del tramonto finale di tutte le speranze che erano nate negli anni ‘90, con Veltroni e D’Alema ancora lì a Roma che pensano anche a cosa fare anzichè ritirarsi dignitosamente dopo averci provato, aver anche fatto il premier (D’Alema) ed aver drammaticamente perso da tutti i punti di vista”…
Commento di erodoto 18 Giugno, 2008 @ 10:39 amMi domando: ma negli anni ‘90 come si vinse in Sicilia? Non mi pare che si aprì alla Dc, no?
Occorre proporre una nuova classe dirigente, giovane e credibile, e andare con un programma preciso, di stampo socialdemocratico e laico. Si rappresenti un’idea di Sicilia, se poi prendi i voti del 35 o del 40% per via del voto clientelare, almeno hai salvato la faccia, no?
L’alleanza nazionale con Casini mi pare anche a me una follia. Però Marco, occorre dire che se l’alternativa è l’inguacchio con Berlusconi, viva Casini tutta la vita… la realtà è che anche a livello nazionale occorrerebbe fare quel che dicevo poco sopra per la Sicilia. Meglio perdere le elezioni nazionali avendo una precisa linea politica alternativa alla Destra, che quasi vincerle con un sistema chi-ci-sta-ci-sta.
Al massimo l’alleanza il PD la può fare con Di Pietro e quella parte della Sinistra che si riconosca nelle politiche del PSE, secondo me. E questo significa espellere l’Opus Dei e le sue Binetti, naturalmente, non perché si è cattivi, ma perché si è alternativi a loro.
Commento di Anellidifumo 18 Giugno, 2008 @ 11:08 am[...] elezioni in Sicilia parla Marco, e tanto basta. Poi forse se mi passa la rituale incazzatura vi dico qualcosa pure [...]
Pingback di Velo pietoso | Francesco Costa 18 Giugno, 2008 @ 7:20 pmIl coordinatore del PD catanese, da oltre sette mesi, è un giovane trentenne. Che dire allora?
1) E’ un incapace. Non lo conosco, ma non credo che lo sia.
Commento di kaos 19 Giugno, 2008 @ 7:54 am2) E’ inesperto. Probabilmente lo è e allora facciamolo crescere senza massacrarlo.
3) E’ un mero esecutore di ordini dei suoi superiori. Non conosco le dinamiche interne ad un partito, ma potrebbe essere un’ipotesi da non scartare.
Fino a che in Sicilia non si impianteranno attivita’ produttive, questa terra sara’ frutto di corruzione, stagnazione e regressione economica e culturale. Peccato, perche’ la sicilia e’ una terra bellissima e ricchissima di Storia. Ma sta regredendo ad una velocita’ impressionante. La rimonta della sinistra dovrebbe partire, secondo me, da Catania in primis. Concentrare gli sforzi sulla citta’ piu’ dinamica della Sicilia permetterebbe di risparmiare importanti risorse e di creare un volano di sviluppo politico.
Commento di janejacobs 19 Giugno, 2008 @ 7:10 pmSarò spiacevole, negativo, etc., ma penso che finché esiste il fenomeno del voto di scambio a livelli così alti, sono ben contento che la Sicilia stia a destra. E non so se il problema è il coordinatore del PD siciliano: sarebbe già più semplice, se così fosse.
Commento di erodoto 19 Giugno, 2008 @ 7:45 pm