Odisseo


I Nord e l’esempio della Lega
18 Aprile, 2008, 11:27 pm
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L’editoriale di stamattina di Repubblica e l’idea di un Partito Democratico del Nord mi sembra una risposta piuttosto irrazionale ad una sconfitta, più che una proposta seria. Provo ad articolare in prima battuta il post apodittico di qualche giorno fa sulla confusione che si fa tra la vittoria della Lega e i possibili rimedi.

Che significa Partito Democratico del Nord? Repubblica descrive un partito indipendente, anche se leale, che individui le proprie priorità indipendentemente dal resto d’Italia. Siccome i partiti si formano per rispecchiare la forma istituzionale, questo significherebbe senza dubbio che il PD riconosca che bisogna estremizzare l’autonomia delle regioni settentrionali, dando loro una maggiore indipendenza su temi tipici della gestione centrale, come sicurezza, giustizia, scuola, e soprattutto il controllo totale delle risorse fiscali. Insomma, il trionfo delle piccole patrie, con l’Emilia Romagna che ovviamente vorrebbe esser parte pure lei di questo Nord semi-autonomo, e altre due o tre macroregioni che incorporino altre rivendicazioni. Un PD del Centro e uno del Sud più isole.

In realtà, supponendo che non sia questo l’obiettivo finale di Repubblica, vorrei provare a sciogliere un equivoco grande come una casa che mi sembra troneggiare in maniera più o meno consapevole, nelle interviste di questi giorni tra cui quella recente di Cacciari. Dalla fine del PCI e della DC, l’influenza delle segreterie romane (comunque piene di persone espressione dei territori del Nord, compresa l’Emilia) hanno avuto un impatto risibile sulla gestione dei DS e Margherita prima, e del PD ora, a livello locale. Compreso nel Nord. Le elezioni dei segretari regionali, di tutti i consiglieri regionali e comunali, la gestione delle decisioni fondamentali di programma, l’organizzazione del partito, sono state in maniera crescente prerogativa totale dei gruppi dirigenti locali.

A Cacciari, tre volte eletto sindaco di Venezia, che esorta a fare il PD del Nord, viene da chiedere, ma fino ad ora chi ti ha impedito di lavorare al tuo partito, alla tua coalizione locale? Assolutamente nessuno. Non c’entra nulla il fatto che il segretario nazionale sia a Roma. I segretari regionali sono nelle rispettive regioni. Quando in queste zone sono emerse candidature riconoscibili dalla società come proprie (e con una serie di caratteristiche tipiche di competenza, capacità politica, appeal mediatico) come Mercedes Bresso, Marta Vincenzi, lo stesso Cacciari, il centrosinistra vince. 

Io credo che il problema del centrosinistra sia esattamente l’opposto. La fragilità culturale e organizzativa dei DS e Margherita ha infatti determinato negli scorsi dieci anni un aumento spropositato del peso specifico dei capi locali. I libri di storia narrano dei capi nazionali comunisti e democristiani che rimproveravano in pubblico interventi fatti male, o dirigenti inadeguati, cacciandoli senza grandi problemi, anzi, vivendo la selezione dei dirigenti locali – promuovendo quelli bravi, marginalizzando gli arruffoni senza scrupoli – come un dovere della propria funzione. La stessa Lega non è un movimento anarcoide fondato sulla predominanza del localismo, Bossi seleziona i capi locali con un piglio centralista non a caso spesso soprannominato leninista.

Il punto non è dare più autonomia. Autonomia de che?, come dicono quelli di Roma ladrona. L’autonomia c’è e come. Si vogliono far diminuire le candidature al Parlamento non riconducibili al territorio? Un metodo esiste, e si chiamano primarie. Primarie vere, promosse con largo anticipo. E comunque, vorrei ben sapere quante candidature non appartengono alla regione in cui sono promosse, una certa minoranza che riguarda ovviamente solo il Parlamento. Per il resto, il PD è iperlocale, con localismi ai quali fino a quattro mesi fa non corrispondeva un leader centrale forte, ma partiti debolissimi in balia di qualsiasi sindaco di una media città.

Per quale motivo un PD del Nord potrebbe fare la differenza? Un segretario a scelta tra uno degli attuali segretari delle regioni del Nord che parla a nome dei Democratici del Nord in virtù di quale meccanismo porterebbe maggiore rappresentatività alla provincia dominata dal voto leghista? Solo se fosse espressione di quella società, se fosse riconosciuto come appartenente a quella società, e poi iniziasse a candidare e chiamare  a funzioni dirigenti pezzi diretti di quella società, né più e né meno di quello che ha fatto Bossi: selezionare esponenti tipici (il piccolo imprenditore, l’ingegnere razzista, l’elettricista incavolato) a fare politica nelle file del suo movimento: sedurli, convincerli, e lasciargli la briglia lunga. Per poi essere lui a tenere salda la barra della linea politica, a dare le priorità e a fare la sintesi di tante cose diverse, come sono i Nord del nostro Paese. Per fare queste cose non serve il PD del Nord, ma ci vuole molta volontà e determinazione, e, come ha mostrato la Lega, funzionerebbe bene ovunque: in tutte le regioni e in tutte le città d’Italia. 


11 Commenti finora
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Benissimo detto. Quello che voglio aggiungere è una riflessione circa il portato generale di idee come questa del PD del Nord.

Alziamo la testa e guardiamo l’orizzonte. Io parto dal punto di vista che la Lega esprime una cultura, forse non individuabile lungo l’asse dx-sx, bensì lungo l’asse della forza territoriale.

L’obiettivo della Lega è il federalismo fiscale oggi, ma domani è la CSI e la secessione del Nord dal resto del Paese, chiamando la nuova nazione Padania.

Perché di questo parliamo, eh, di secessione finale.

Un PD del Nord sarebbe un meraviglioso asset verso questo tipo di progetto. Uno dei non molti elementi di unione dell’Italia sono il PD e AN. An si è sciolta nel PDL, ma un domani può sempre risorgere. Il PDL è un partito piramidale guidato da un uomo miliardario e senza scrupoli, che probabilmente è più leghista di Bossi, in cuor suo.

Il PD è oggi l’unica forza politica nazionale che potrebbe, domani, mettersi di traverso, anche fisicamente, contro una secessione del Nord. Se spezziamo il PD in tre tronconi, ideando magari tre figure di segretari su base territoriale (immaginiamoci: Cacciari leader del PD del Nord, Bettini di quello del Centro e Finocchiaro di quello del Sud, con Veltroni figura nazionale di sapore presidenzial-taglianastri) avremmo nel giro di pochi anni una serie di frizioni e di interessi contrastanti fra i tre segretari. Perché al Nord, per andare verso ciò che la gente vuole in maggioranza, Cacciari finirebbe per assecondare – cosa che già fa ora – il desiderio di secessione, che sarebbe contrastato dal resto del Partito. Alla fine si potrebbe andare a un esautoramento di Cacciari come segretario del PD del Nord e questo potrebbe segnare l’avvio del processo secessionistico.

Può sembrare fantapolitica. Ma di questo parliamo oggi. La Jugoslavia non è mai stata più vicina, ma per nostra fortuna non abbiamo divisioni religiose sul territorio, a meno che la Lega non decida di riscoprire il Dio Po.

Commento di Anellidifumo

La riflessione della sconfitta è già finita. Come sempre alla rincorsa, oggi i mammasantissima locali (molto più colpevoli di quelli centrali, bel record) inseguuono Lega Superstar a buttare le colpe su Prodi e Roma (ci manca che dicano “ladrona” e il gioco è fatto).

D’altra parte da una classe politica capace di produrre leader del calibro di Cerami, Martina Mirabelli, Penati e loro scagnozzetti, che ci si può aspettare? In Lombardia dilaga l’epidemia di leghismo bubbonico, particolarmente aggressivo nella variante “formigo-verzesca” a Milano città.

Commento di alberto biraghi

Sciltian, sei proprio bravo a scrivere le storie :)
concordo con Marco sul Partito del Nord e concordo con Alberto sulla pochezza di una simile idea.

Commento di Filippo

Filippo, purtroppo me lo dicevi pure prima del 13 aprile, solo che poi le cose che paventavo io si sono verificate. Speriamo che ora con la Lega di nuovo al Governo, i suoi parlamentari si facciano catturare dalle sirene di Roma e decidano di lasciar perdere i progetti di autonomia, secessione, indipendenza. Di certo la loro base quello vuole, non si accontenta mica del federalismo fiscale.

Commento di Anellidifumo

Veramente prima del 13 aprile tu non avevi previsto tutto questo popo’ di successo della lega :)

In piu’, da buon nordestino, faccio notare che al nord del secessionismo frega poco. Il nord vuol tenersi in tasca i suoi quattrini, il resto viene dopo (molto dopo). Mi meraviglia che non lo abbiate ancora capito.

Commento di Filippo

Filippo, leggi meglio il mio blog.

Io davo alla Lega il 6,8% dei voti, anziché del 4% delle precedenti elezioni. Ha preso l’8%, direi che sono andato più vicino io della Swg di Trieste, che se non erro è dalle parti tue, e di tutte le altre case di sondaggi. Per me il 6,8% era un exploit ed era il fattore che avrebbe consentito al PDL di vincere le elezioni sia alla Camera che al Senato. Come volevasi dimostrare.

Ti spiego come ho fatto: non ci voleva un politologo (o forse sì? beh in caso non uno geniale) per immaginare che Idv e Lega, le due liste minori coalizzate con le due liste maggiori avrebbero benificiato di un bonus di voti molto consistente. Hanno preso, in cabina, il voto di chi all’ultimo ha deciso di aggregarsi su una delle due coalizioni, ma ha voluto distinguersi non scegliendo il partito maggiore. E’ una vocazione a votare il più piccolo, che è una cosa tipicamente italiana.

Oltre a ciò, la Lega ha preso molti voti di pancia. Gente che prima votava Sinistra e che, vivendo al Nord, si è sentita rappresentata e difesa nelle sue paure solo dalla Lega. E’ stato un voto di protesta, di paura, ma anche di cultura vincente. Un voto che occorre riprendere indietro, anche perché spesso è stato dato con grande sofferenza da parte di questi elettori.

Oggi, in giro per i blog del PD e della Sinistra, non leggo molte analisi come questa. I blogger più stupidi sono lì che insultano gli elettori che non li hanno votati, chiamandoli ora “sfigati” ora “razzisti”. Di questo passo, per vincere le elezioni occorrerà entrare nel PDL e cercare di trasformarlo in un partito liberale. Un po’ l’operazione impossibile che il nostro ottimo amico Marco sta tentando con il PD (trasformarlo in un partito socialdemocratico).

Commento di Anellidifumo

La cosa che veramente temo è che l’esito elettorale di questi giorni alimenti, incentivi e autorizzi ulteriormente comportamenti “mafiosi” al sud e “protezionisti-razzisti” al nord.
Faccio un esempio.
Stamattina ero su un autobus a Milano e ho assistito ad una scena orrenda: un anziano signore milanese che abusa con un’indegna violenza verbale di un giovane, credo nigeriano, con la sola colpa di stare in quel momento con tutti noi su un autobus affollato.
La cosa che mi ha sconvolto è che nella parole dell’anziano vi era la baldanza di chi, al domani dell’elezioni, si sente maggioranza nel paese e quindi autorizzato ad esprimere pensieri beceri che prima da solo rimurginava nel privato.
L’episodio si è concluso con l’intervento mio e di quelli come me che erano l’ in quel momento.
Mi è rimasta però attaccata addosso la sensazione disturbante della portata di questa “nuova maggioranza al potere nel paese”.

Commento di Chiara

Chiara, l’episodio che racconti è davvero grave. Hai fatto benissimo a intervenire. Che brutto paese sta diventando l’Italia, davvero.

Commento di Anellidifumo

tutti in Canada. Sciltian, mi ospiti finche’ non trovo lavoro?

Commento di Filippo

Guarda che qui troveresti lavoro molto rapidamente. Cmqe si’ che ti ospito e con l’occasione ti rieduco pure, ti faccio tornare socialdemocratico… :-D

Commento di Anellidifumo

Marco, ciao.
Confrontando alcuni tuoi post, mi vien da domandarti:
ma è il tuo stile cognitivo oppure il tuo stile argomentativo a suggerirti di utilizzare con tanta frequenza il rovesciamento di prospettiva? Tipo: “Io credo che il problema del centrosinistra sia esattamente l’opposto”.
Sai, fatico a pensare che sia uno strumento d’analisi interessante: 1) rovesciando la prospettiva, non esci dal quadro valoriale; 2) rovesciando la prospettiva, torni sempre punto a capo con l’analisi, che rischia di diventare d’effetto ma meno profonda.

Commento di Alessandro




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