Nella tradizione, al voto segue l’analisi del voto, quindi questo pezzo che ho scritto per il blog de iMille, ha un titolo un po’ eretico.
Gianfranco Mascia è una persona talmente bella che non ci sono parole. Di una generosità senza senso, quella di cui tutti avremmo bisogno, perchè è l’unico tipo di generosità che esista, senza altro senso, appunto.
Accountability Ivan
Ho letto dai commenti al post qui sotto che qualcuno ha erroneamente inteso il sottoscritto come autore del video, facendomi complimenti che invece vanno ai 4 gatti (loro definizione!) di LSE che l’hanno pensato ed eseguito. Non ho il piacere di conoscerli, LSE non è così piccola dopotutto, e quindi non posso nemmeno trasmetterglieli!
Purtroppo questi giorni sono piu’ spesso su un aereo che sulla terra ferma, dunque non ho ancora avuto tempo di scrivere un post come si deve sulle candidature, e soprattutto sulla mia candidata preferita. Ora siamo senza scuse: se siamo stomaci in fuga, o allegri cosmopoliti e viviamo in un paese europeo, russia e turchia comprese, possiamo scrivere a matita Simona Milio sulla scheda elettorale ed esserne molto orgogliosi. Ma appena trovo il tempo lo scrivo meglio, giuro!
Giovedi sera alle 21, invece della solita minestra, potete venire a sentire cosa abbiamo da suggerire per “Liberare la crescita” dell’Italia (in fondo a questo link i dettagli). A Milano a palazzo Turati. (Bisogna pre-iscriversi)
Questa non la conoscevo. Se siete una coppia senza figli (non sembra che dobbiate essere sposati, l’articolo non specifica nemmeno che dobbiate essere una coppia eterosessuale) e avete 20mila euro, una cifra non certo altissima, potete andare in India, dove estraggono a sorte uno spermino, un ovulo, generano un embrione e lo impiantano in una donna che firma un foglio per rinunciare ad ogni diritto sul nascituro. Tornate dopo nove mesi, ed il vostro bambino o bambina made in India è pronto per essere portato a casa. Mi sono venute decine di dubbi e domande, sulla psiche di questi bambini, sulla povertà delle donne che affittano l’utero per avere “due pasti al giorno”, e anche sul carattere di chi decide di andare ad affittare un utero (la donna intervistata dall’IHT, per dire, lavora per Greenpeace). A me sembra un prodotto delle difficoltà che si incontrano quando si decide di adottare un bambino. In fondo, tecnicamente, si tratta di gravidanze a scopo di adozione: ma non ci sono già abbastanza bambini senza famiglia?
Aggiornamento: dopo il primo commento qui sotto, mi sono riletto l’articolo e confermo quanto detto sopra, con un’aggiunta: i protagonisti della storia sono due uomini (avevo confuso il nome come nome di donna), uno dei quali ha donato il suo sperma per fecondare un ovulo di una donatrice e creare un embrione da impiantare. Questa notizia dovrebbe togliere anche le ultime residue argomentazioni a chi si oppone a dare anche alle coppie omosessuali la facolta’ di richiedere un bambino in adozione.



