Odisseo


Bamboccioni a chi?
5 Ottobre, 2007, 1:54 pm
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La battuta del ministro Padoa-Schioppa, sui “bamboccioni” che rimarrebbero troppo a lungo a casa della mamma, è una cosa indecente. Il ministro farebbe bene a chiedere scusa, anche perchè sarebbe di sua competenza capire perchè molti giovani adulti sono costretti a vivere con la propria famiglia di origine.

Dal 1998, quando io ancora facevo l’università, al 2004, il mio ultimo anno di dottorato, i prezzi medi degli affitti a Roma sono aumentati del 91%. Sono raddoppiati. Negli stessi anni i salari sono aumentati del 2%. Non serve un grande economista per capire che se i salari aumentano del 2% mentre gli affitti raddoppiano, chi deve cercare una casa in affitto deve scegliere tra l’indipendenza e la possibilità di mettere assieme il pranzo con la cena.

Naturalmente, i giovani adulti si adattano. Continuano a vivere come studenti, dividendo un appartamento in due o in tre per far fronte alle spese. Rinunciano a molte cose “superflue” come ad esempio mettere su famiglia o fare un figlio.

A questo aggiungo due elementi. Il primo è che nei venti anni precedenti, quando era la generazione del ministro ad essere giovane (tra il 1980 e il 1998) gli affitti erano rimasti costanti, mentre i salari aumentavano del 14%. Quindi nessuno si permetta di dire che quel che accade a noi è accaduto a tutti prima.

Il secondo elemento è una domanda: data la sproporzione tra l’aumento del prezzo della casa e la stagnazione del potere d’acquisto, come mai in Italia non si vedono rivolte sociali e barricate sulle strade come, ad esempio, è avvenuto in Argentina durante l’ultima crisi monetaria?

La risposta sta nel fatto che oltre l’80% delle famiglie italiane è proprietaria della casa in cui vive e in cui crescono i figli. Dunque l’aumento dei prezzi delle case ha avuto una conseguenza negativa solo sulle generazioni giovani, che non possiedono una casa ma la devono affittare. E, ovviamente, gli affittuari sono quelli della generazione del ministro.

In altre parole, l’aumento dei prezzi degli affitti avvenuto a partire dalla fine degli anni ’90 sta causando una gigantesca ridistribuzione di reddito dai più giovani (che non sono proprietari e devono affittare) verso i più vecchi (i proprietari delle case). Le misure per i giovani contenute in Finanziaria, dunque, non sono che l’inizio di un doveroso riequilibrio di risorse, che certo dovrà continuare.


5 Commenti finora
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E’ la dimostrazione che nonostante abbia la faccia da nonnino è anche lui lontano dalla realtà

Commento di Ubaldo Schiavi

a me non è sembrata un’affermazione cosi peregrina. certo fa di tutta l’ erba un fascio. e dentro ci finiscono anche tanti giovani che magari non se lo meritano. ma siamo sinceri con noi stessi. guardiamoci introno. i nostri coetanei. quanti ne conoscete che a 35 anni, che lavorano da 15 anni con degli stipendi magari non stellari ma dignitosi, ancora vanno a caa a farsi fare il pranzo e le lavatrici? io a bizzeffe. e non mi venite a raccontare che a 40 anni non puoi mettere su famiglia perchè non hai casa da 180 mq e lavoro da 5 mila euro… perche purtroppo, ed è a questo sono sciuro che TPS si riferiva, questi sono motli dei giovani di oggi.

mi ha fatto invece impressione la reazione all’uscita di TPS. miricordava un certo veterosindacalismo da reazione. coem quando uno si sbilancia e dice che magari qualcosina va cambiato in alitalia e zac arriva il comunicato sindacale che dice tutta colpa di altri loro da anni fanno tutto ok. cosi in questo caso: tps dice che chi a 35 anni è ancora a cassa dai genitori è un bamboccione e tutti a darlgi contro per coprire con il rumore una constatazione semplice della realtà

Commento di Matteo

mamma mia che typos che mi sono scappati. è ora di cambiare tastiera…..

Commento di Matteo

Caro Matteo,
Vorrei sapere, ma dove vivi? Io ho 34 anni, solo da 3 anni ho cominciato a percepire uno stipendio normale, ma che non mi consentirebbe di vivere a Roma se i miei non mi avessero
“regalato” una casa, perché potevano.
E io sono un super-privilegiato, tra i miei coetanei. E poi, a 35 anni uno dovrebbe essere quasi a metà della propria carriera lavorativa, mica all’inizio: in fin dei conti, mi sono laureato 11 anni fa!

Commento di Lorenzo

Padoa Schioppa pensavo fosse persona rispettabile, prima di questa uscita. Invece ha dimostrato, plasticamente, di non avere la benché minima alba di cosa significhi vivere oggi in Italia. Vivere oggi in Italia non possedendo una casa di proprietà, vivere oggi in Italia lavorando da precario, vivere oggi in Italia rinunciando a fare figli, arrivato magari ai 35.

Chiedere scusa, dici? Forse farebbe meglio a dare le dimissioni e a dare l’interim dell’Economia a Prodi, che sempre economista è, ma almeno queste mignottate si guarda bene dal spararle.

Commento di Anellidifumo




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