Marco Simoni


Marella for president
27 Ottobre, 2007, 12:13 am
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Sono a Milano per la intima riunione della assemblea costituzionale del PD di domani. Marella Reitani, mia ospite e punto di riferimento nella capitale morale, mi ha costretto ad una ennesima riunione polititica in piacevole orario 21.30-22.30. Poi lei prende la parola, e io sono contento di tutta la fatica fatta, perché ne valeva davvero la pena.



Ancora su OMB
25 Ottobre, 2007, 5:00 pm
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biraghi.jpgScrive Alberto Biraghi a commento del post qui sotto su OneMoreBlog:

Conversazione notturna

0.04 me: per cambiare discorso
hai seguito il thread sulla lettera di marco?
0.06 marella: si
0.06 me: l’itaglia è lì.
tu dici
“tutti danno buone idee, tutti dicono grazie, nessuno fa una sega”
e quelli ti rispondono
“sì è vero”
poi ringraziano
e ti spiegano come gira il mondo
è davvero istruttivo
0.08 marella: sono d’accordo
0.09 me: ecco perché l’italia è in queste condizioni, perché siamo un popolo di allenatori della nazionale, vorremmo i quattrini da allenatore, ma non abbiamo alcuna intenzione di beccarci anche le responsabilità.

Scusate, ma proprio mi è uscita :-)

Questo commento di Alberto sta suscitando reazioni un po’ stizzite, tipo “ma che vuoi di più”, alcuni si sono sentiti punti sul vivo. Io credo invece che bisogna cogliere l’occasione per riflettere su cosa possa significare far passare OMB da strumento privato, aperto quanto si voglia ma privato, a impresa collettiva. Passare dall’io al noi non è facile nelle relazioni a due, figuriamoci per una cosa che al momento, almeno nelle idee nebulose, non ha eguali, ma solo similari.

Elenco una serie di domande a cui bisognerebbe dare risposte, partendo da una ipotesi. Che si faccia una sottoscrizione straordinaria per lo start-up, e che l’obiettivo quantitativo sia quello dei 100mila visitatori unici al giorno. Obiettivo che probabilmente garantirebbe introiti sufficienti alla sopravvivenza del sito.
1) Chi seleziona i collaboratori? Li decide Alberto volta per volta, basandosi sulle richieste e sulle sue conoscenze? Se io dono 100euro ho anche automaticamente il diritto di scrivere sul sito? Ho il diritto di chidere che Tizio non ci scriva?
2) Con quale criterio si cassano i commenti? Naturalmente non basta Alberto da solo a governare i commenti. Serve naturalmente un format uguale per tutti.
Per essere più generico, in un blog collettivo davvero:
3) Quante decisioni spettano al direttore?
4) Quante decisioni sono della “redazione”?
5) Di quanti membri dovrebbe essere composta?



Ora di educazione
25 Ottobre, 2007, 12:48 pm
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eziomauro1.gifNon si fa. Mai. In maniera autorevole e decisa, Ezio Mauro rintuzza il Capo del governo di uno stato straniero per un commento e una richiesta inaccettabili sulla linea del giornale. Era tempo che non leggevo un pezzo tanto fermo, equilibrato e autorevole di argine alla prepotenza strabordante delle gerarchie cattoliche.



Rosso come iMille
23 Ottobre, 2007, 6:23 pm
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fontana-rossa.jpgArrivo in ritardo sulla notizia, ma questa non è una testata giornalistica e soprattutto io non sono un giornalista. Da romano ci tenevo a dire che a me Fontana di Trevi con l’acqua tutta rossa è piaciuta moltissimo, anzi, ho invidiato il turista che passava per caso. Mi è venuta voglia di vedere la Fontana dei Quattro Fiumi blu elettrico, o magari il Jet-D’Eau giallo canarino.
 



Lettera aperta ad Alberto Biraghi
21 Ottobre, 2007, 7:53 pm
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Caro Alberto,

La chiusura sabbatica di OneMoreBlog ci ha colto di sorpresa, ma ci offre l’eccellente occasione per discutere un po’ sul percorso che abbiamo fatto e su cosa è stata l’esperienza di OMB. Ti ricordi quante volte ne abbiamo parlato per telefono, pensando di fare mailing list di discussione, poi tutte seppellite dalla contingenza? Ecco, ora abbiamo tempo di discuterne diffusamente, se ancora ti va.

Lo faccio così in maniera pubblica, con una lettera e non con una telefonata, perchè questo è il modo di lavorare in rete, perchè spero che molti vorranno intervenire soprattutto tra quelli che hanno scritto per OMB, e perchè voglio partire dal tuo messaggio videoregistrato, che solo oggi, tra cose private e impegni pubblici, ho avuto modo di vedere, e mi è subito venuta voglia di scriverti.

Parto dunque dal tuo messaggio video. OMB nel tempo era diventato un luogo di incontro e discussione molto importante per la sinistra sulla rete. Un luogo a cui si poteva accedere facilmente, “aperto”, nel senso che per diventarne collaboratori bastava chiederlo. Tu dici, l’ho chiuso per due motivi. Primo, perchè OMB è diventato troppo oneroso, in termini di tempo e denaro, per poter essere gestito e pagato da una persona soltanto. Secondo, perchè il successo quantitativo delle primarie del Partito Democratico lo hanno reso insufficiente come strumento per lavorare al crollo dei sistemi di potere esistenti.

Io penso che se la prima ragione è molto seria e riguarda la sfera delle cose che è possibile fare in pratica, la seconda ragione in qualche modo tradisce quello che OMB è stato per molto tempo: una piazza aperta e dalle voci multiformi. Allora continuo il ragionamento partendo da questa seconda ragione.

Il mio più recente Occasional Paper che non ho avuto modo di vedere postato perchè scritto per lo stesso giorno in cui OMB ha chiuso, l’avevo provocatoriamente intitolato “OMB per il Partito Democratico”, sperando di suscitare un dibattito, ben conoscendo il tuo personale forte scetticismo, per usare un eufemismo, sul processo in corso. Tuttavia enumeravo almeno dieci persone, tra collaboratori fissi o punti di riferimento di OMB come Ivan Scalfarotto, che non solo appoggiavano il progetto, ma erano candidati alle primarie. Speravo che quel mio post servisse anche ad indurre una riflessione sulla natura di OMB.

Visto che non ce ne è stato tempo e modo finora, allora, ti dico quale è stato il mio modo di intendere OMB e il lavoro che gli ho dedicato, certo inferiore al tuo, ma non indifferente, come anche quello degli altri collaboratori da me citati nel post. OMB è stato in gran parte quello che nessun giornale in Italia è più capace di essere: un luogo dove esiste una pluralità di voci, dove si discute sul merito delle cose e non per posizioni precostitute, dove trova spazio ogni persona che voglia intervenire e discutere in buona fede, dove si cerca di riflettere in maniera critica su ciò che accade.

Con le tue inchieste sul centrosinistra milanese, OMB è stato anche un luogo dove si faceva giornalismo vero, quello che non ha posizioni precostituite ma cerca di analizzare i fatti e cerca di capire cosa succede. OMB ha dato spazio e voce mediatica, a chi non ne avrebbe altrimenti avuto. Sulla base di queste premesse, che in qualche modo “auto-selezionavano” i collaboratori e guidavano la rassegna stampa che curavi ogni giorno, OMB ha costruito la piccola fortuna di circa 10000 lettori unici al giorno, superata la quale, probabilmente, si supera anche il limite umano del blog come gestione individuale. Quando i numeri raggiungono quelle cifre, si arriva al primo problema da te citato: la gestione delle email, la cura dei commenti, tutte quelle cose che fanno di un blog a quel punto un lavoro e un progetto che ha bisogno di risorse.

Per rimanere invece al senso e alla natura di OMB come strumento di informazione, vorrei insistere ancora su quello che è stato nei momenti, secondo la mia personalissima visione, di maggior splendore. Le posizioni di OMB passavano da quella di Paolo Zinna, socialista milanese “storico”, non nel senso della sua età, ma nel senso dell’appartenenza ad un socialismo lombardo di antichissima tradizione, fino alle posizioni ciclo-radicali di Rotafixa, passando per una varietà di sfumature politiche che vanno dal nichilismo di alcuni commentatori abituali, alle analisi colte e raffinate di Bidussa, a Davide Corritore. Corritore è un buon esempio di quello che è stato OMB, proprio per quanto tu hai fatto per sostenerlo. Davide è un esempio, particolarmente preciso, di tecnocrate di sinistra. Spero non me ne voglia per la definizione un po’ tranchant, ma Davide è lontano anni luce da chi auspichi un cambiamento sociale radicale. In maniera pragmatica, offre soluzioni che spesso sono radicali solo perchè fattibili e non fatte nell’Italia della peggiore classe politica del continente. Ma sono posizioni molto lontane da quelle, per esempio, dei no-tav che hanno sempre trovato spazio su OMB.

In questo modo OMB è diventato un luogo dove moltissime sfumature della sinistra italiana hanno trovato cittadinanza, il chè è prezioso per tutti. Ormai leggere Corriere, Repubblica o l’Unità è diventato noioso e inutile perchè ognuno di noi sa già quale opinione verrà espressa dal giornale, anzi, basta leggere il nome del giornalista che scrive il fondo per sapere cosa dirà il quotidiano. Sono prevedibili, sono infestati dai conflitti di interessi, hanno una sola corda, non arricchiscono il lettore con il dibattito, la discussione i punti di vista diversi.

Questa differenza di voci, addirittura la presenza di persone di destra, era resa possibile dalla tua direzione per due motivoi, uno legato alla tua scelta editoriale, uno alle tue posizioni politiche. Sulla prima, tu hai fatto della pluralità da sempre il tratto distintivo di OMB. Sulle seconde, e questa è ovvimente una opinione personale, a me tu appari in essenza come un vero giornalista, uno che diffida del potere per principio, qualunque forma esso assuma. Io penso che se un giorno tu diventassi primo ministro, scriveresti articoli contro te stesso, e rubriche “la faccia come il culo” con la tua foto. Questa caratteristica ti rendeva “super partes” su qualsiasi posizione espressa, ed allo stesso tempo in grado di sostenere qualunque candidato, fosse Ivan o Corritore, o altri, sulla base di una valutazione puntuale, e mai aprioristica, della politica e della persona.

In questo senso, il fatto che sia nato il Partito Democratico, secondo me, è una occasione in più e non in meno, per avere un OMB, diverso, nuovo, magari organizzato meglio con più responsabilità di gestione, magari chennesò, chiedendo ai collaboratori di versare 100 euri l’anno oltre ai loro articoli, per pagare le spese. Come era una volta la sottoscrizione ai giornali liberi.

E` una occasione in più perchè se tanti di quelli che hanno contribuito a OMB sono nel PD, forse qualche riflessione agli altri che ci scrivono e lo leggono potrebbe essere stimolata sulle potenzialità di uno strumento nuovo. Perchè anche è importante che quelli che sono scettici sul PD continuino a ricordare agli “ottimisti” – sul merito delle cose e non per frasi fatte, come appunto il migliore OMB, quello che odia i luogocomunismi da qualunque parte arrivino – quanto il PD sia pieno di vecchia politica e comportamenti da criticare e sradicare.

La forza di OMB era nel fare quello che non fa più nessuno in Italia: discutere sul merito e avere l’una accanto all’altra posizioni diverse, anzi, diversissime. Sapendo che senza di questo, si finisce ognuno nel proprio angolo a darsi ragione tra sodali di questa o quella posizione: piccoli gruppi che parlano solo a sè stessi.

Potrei concludere ora sbrodolandomi in una sequela di abbracci e controabbracci e ringraziamenti, ma non lo faccio. Vorrei invece conlcudere con una critica, non a te, ma a me e a tutti quelli che hanno scritto e lavorato per OMB. La sua chiusura, io credo, è stato anche il fallimento di un progetto collettivo. Io, come gli altri, ti ho lasciato solo nella gestione e nella amministrazione quotidiana, lasciando che quello che stava diventando un progetto collettivo rimanesse tutto sulle spalle di una persona. Questo ha fatto fallire il progetto collettivo, non certo il blog individuale di Alberto Biraghi, il cui percorso rappresenta ad oggi un unicum nella storia dei blog in Italia.

Che dici Alberto? La storia va avanti. Sarà una storia di tanti piccoli blog individuali, magari di piccoli gruppi molto coesi, oppure esiste la possibilità dello spazio plurale sulla rete?

Ti abbraccio,

Marco



Stanchino
19 Ottobre, 2007, 3:15 pm
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Vi ricordate quel programma televisivo dove un comico ad un certo punto diceva: “sono stanchiino…” e poi si addormentava?  Non sono sicuro, ma mi sembra fosse Avanzi. Ecco, mi sento un po’ così questi giorni, mi addormenterei volentieri. Gli ultimi tre mesi sono stati senza pausa alcuna. L’ultimo giorno che ricordo di aver passato a riposarmi e fare niente è stato il 18 agosto. Poi tra iMille, le elezioni, il mio nuovo lavoro di docente, il trasloco, la gravidanza, non c’è stato un attimo di pausa, domeniche incluse ovviamente. Oggi sono stretto nella morsa della costruzione del divano letto di IKEA. Arancione, per la stanza del bambino, in mezzo a decine di scatoloni ancora chiusi. Io penso che IKEA sia una delle sciagure del nostro tempo. Per quanto apparentemente sia una soluzione comoda (anche se prima non mi sembra che le persone entrassero nel panico se non trovavano lo spazzolone per il cesso e il divano nello stesso negozio) rimango convinto che sia un luogo alienante peggio del più grande supermercato. Non solo perchè ti ritrovi sempre con quel bellissimo set di coltelli per soli 2 euro che non userai mai. Ma perchè ti costringe a portarti l’alienazione a casa, almeno fino a quando l’ultimo bullone sia stato avvitato.



Elezioni
18 Ottobre, 2007, 2:05 pm
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Dopo due giorni di attesa per i risultati, va a finire che ce l’abbiamo fatta. Sono stato eletto alla Assemblea Costituente del PD, assieme ad un nutrito manipolo di Mille e Milleunesimi in giro per l’Italia. Una prima parzialissima lista la trovate qui.

Grazie a tutti gli 812 che hanno votato la lista Innovazione nel 5 collegio di Roma. Grazie agli altri candidati nella mia lista per il bel lavoro di squadra in un collegio difficilissimo. Grazie a Ilvo Sorrentino, che se tutto il sindacato fosse fatto da persone come lui oggi avremmo meno problemi, ma sarà anche grazie a persone come lui se le cose andranno meglio. Grazie ad Alessandra Garrone, che ancora non si sa se sia stata eletta, con la quale reincontrarsi e combattere assieme una nuova battaglia politica ha confermato ancora una volta che passa il tempo, ma le persone rimangono sempre le stesse.

Grazie agli amici che mi hanno sostenuto, e a chi ha combattuto una battaglia politica a viso aperto e senza sotterfugi. Grazie anche ai prepotenti il cui unico fine è preservare le proprie posizioni di potere. Perchè mi hanno ricordato quanto difficile sarà la battaglia per rinnovare la sinistra e fare del PD un partito davvero diverso, e hanno rafforzato la mia determinazione.



Note prima delle primarie
14 Ottobre, 2007, 6:35 pm
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Questo il mio ringraziamento a iMille, prima che chiudano le urne.



Diario minimo (2)
13 Ottobre, 2007, 6:28 pm
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Ieri e oggi sono stati giorni intensi di campagna elettorale. Con Carol Beebe Tarantelli, capolista nella lista “istituzionale” abbiamo dialogato piacevolmente al parco Meda, di Partito Democratico, nuove libertà, stato laico, e altre cose. Con Federica Rampini, candidata nella stessa lista di Carol, ci siamo ritrovati dopo oltre dieci anni: eravamo nello stesso liceo. Poi, una pizzata organizzata da Valter Gallo mi ha costretto quasi ad urlare per parlare con trenta persone mentre nella sala accanto gli avventori facevano il karaoke. Noncuranti della musica abbiamo discusso di politica, della possibilità di cambiare le cose, in modo molto vivace ed appassionato. E’ stato un bell’incontro dove io, Francesco, Giovanni e Arianna abbiamo cercato di far vedere che la speranza di far cambiare le cose può poggiare su gambe con molta voglia di camminare. Dopo, una festa organizzata da Mattia Stella, capolista nel collegio limitrofo, con tanti giovani per davvero. Quando ho compilato il registro mi sono reso conto di essere di gran lunga il più vecchio, e probabilmente l’unico con moglie incinta a casa ad aspettarmi (oddio come suona retrò, ma Lauren certo non fa la calzetta - senza nulla togliere alle tradizioni contadine). Stamane volantinaggio a Talenti, un bel po’ di persone ringraziavano e chiedevano spiegazioni sul voto. Quelli di destra no, però.



Occasional Papers
12 Ottobre, 2007, 4:24 pm
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Oggi chiude OneMoreBlog, blog libero e aperto, spazio di democrazia nella rete, che ha permesso a molti di discutere e confrontarsi. Alberto Biraghi, inventore e manutentore del sito, era un po’ oberato dalla gestione, ed ha deciso di prendersi un anno sabbatico. Nel frattempo avevo scritto un pezzo, per la mia rubrica Occasional Papers, che dunque posto qui. Ne approfitto per ringraziare di cuore Alberto, per tutto il lavoro che ha fatto, per avermi sempre fatto scrivere sul suo blog, e per le cose che mi ha insegnato della rete, e della vita in questo paio d’anni in cui ci siamo divertiti e abbiamo fatto belle cose. E altre ne faremo.

OMB per il Partito Democratico

Questo titolo forse sorprenderà alcuni, ma non i lettori più attenti. Infatti OMB conta tra i suoi collaboratori “storici”, quelli che da mesi e anni scrivono con maggiore o minore continuità per OMB, ben dieci tra candidati alle primarie e sostenitori del nuovo partito.

Intanto c’è Mario Adinolfi, addirittura candidato segretario, che recentemente ha scritto su questo sito. Ma per andare più indietro nel tempo troviamo Davide Corritore, candidato e schierato a sostegno di Letta.

Passando in rassegna chi sostiene Veltroni c’è una vera e propria squadra. Chi scrive è candidato a Roma, capolista della lista Con Veltroni a Pietralata e quartieri limitrofi. Francesca Pollastrini è nella lista Europa. Pippo Civati, a Monza, nella lista istituzionale, che dunque lì è la vera lista innovativa. Marta Meo è capolista di Con Veltroni a Venezia. Maria Cascella nel collegio di Nichelino in Piemonte, sempre nella lista Con Veltroni. Paolo Zinna farà il volontario nei seggi, sostenendo il nuovo partito. Voci ben informate mi dicono che addirittura Miranda, tra una storia e l’altra, sia candidata da qualche parte nel nord.

Se aggiungiamo Ivan Scalfarotto, che non scrive per OMB, ma spesso vi ha trovato spazio, siamo a dieci persone, in un blog sul quale scrivono in totale circa il doppio, da cui il mio titolo non è forse lontano dal vero.

Inoltre OMB ha contribuito in maniera determinante, con il suo essere luogo critico aperto e non conformista, al fatto che queste persone si conoscessero tra loro, sostenendosi a vicenda. Stiamo parlando di chi sta cercando concretamente di cambiare, partecipando da dentro, la politica italiana.

Sappiamo che non è facile, e sappiamo che molti tra gli altri collaboratori di OMB, ed anche il suo fondatore e principale artefice Alberto Biraghi, sono scettici e dubbiosi sul processo in corso. Sono scettici e dubbiosi sulle nostre chance di cambiare le cose dal di dentro. E’ una posizione legittima che in parte condividiamo. Ok, mi so arrogando il diritto di parlare a nome di tutti, ma penso che sia proprio il nostro scetticismo ad averci convinto a partecipare, a candidarci, e metterci la faccia. Se il processo fosse stato tutto positivo sarebbe stato meno necessario il nostro impegno.

Sappiamo di poter essere sconfitti, in fondo la storia delle battaglie di sinistra conta forse più sconfitte che vittorie. Ma noi non siamo affezionati alla sconfitta, e vogliamo vincere. Per questo siamo determinati ad andare avanti, e cambiare la politica italiana.

Domenica 14 si vota alle primarie di un nuovo partito: leggetevi le nostre storie e i nostri programmi, e se volete aiutarci a cambiare le cose, votateci. Per far prevalere le idee nuove e le persone nuove, alcune di quelle che hanno condiviso con voi questo prezioso spazio di democrazia che è OMB. Se invece non votate continuate a criticare ed osservare. Mi verrebbe da dire, tuttavia, se non votate lamentatevi di meno. Ma non lo dirò.