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E’ una nuova impresa a cui sono stato contento di dare un piccolo contributo. Fatevi un giro sul sito intanto, che il tempo per parlarne ci sarà.
Archiviato in: Odisseo | Tag: aerei, FIeldrunners, interferenze, iphone, Spartaco, telefonini
Nuova puntata della mini-saga. Ieri mattina alle 5.20 mi sono imbarcato su un volo Alitalia, mentre stavo curando il cattivo umore mattutino con la solita partitona a Fieldrunners. Ci vuole sempre un po’ per imbarcarsi e fino a dopo il decollo è difficile sonnecchiare. A porte ancora aperte la hostess mi intima in maniera decisa di spegnere il mio iphone, mi ribello, e dico che lo spegnerò quando inizieremo a muoverci. Qualche centinaia di punti più in là, la partita entra nel vivo, ed arriva il capo degli assistenti di volo a reiterarmi l’ordine di spegnerlo. La conversazione è riportata a memoria.
“No, non lo spengo. Perché devo spegnerlo?”
(con tono sempre più autoritario) “Perché lo dico io, e se lo dico io, lei deve spegnerlo!”
“Ma su questi voli tutti fanno come gli pare, viaggio spesso e posso testimoniarlo. Quindi io lo spengo quando partiamo. Perché deve farmelo spegnere ora?”
“Queste sono le regole, è come con le cinture di sicurezza in macchina. Se qualcuno non le fa rispettare, non è un mio problema. Sul mio volo le norme si rispettano perché ne va della sicurezza di tutti. Il suo aggeggio è più pericoloso di un telefono cellulare.”
(mi faccio più mansueto, immedesimandomi nella esasperazione dell’ignaro capoassistente di volo, che non sa di trovarsi davanti ad un esempio di resistenza passiva di gandhiana memoria) “E perché è più pericoloso? Che problemi genera?”
“Può interferire con i computer che vengono usati nella fase di decollo, computer che si accendono prima di iniziare l’imbarco. Questo tipo di aereo è particolarmente sensibile, e lei dovrebbe saperlo dato che vola spesso!”
(fingo di essere soddisfatto dalla indiretta adulazione sulle mie presunte competenze tecniche) “Va bene, lo spengo, però sarebbe bene rispettarle sempre le regole”
“Va bene, le auguro un buon volo”
Sarà che sono stanco in giorni complicati, ma il video di Paolini che travolge il cronista del TG1 mi ha fatto morire dalle risate.
Postilla: è da quando sono bambino e c’era il pentapartito che ricordo l’Unità, la sinistra, Pannella e i miei genitori che si lamentavano di come l’informazione del TG1 fosse parziale e “si devono vergognare” e “sembra il bollettino di un regime.” Le lamentazioni sul tema sono ormai un tratto rituale del nostro paese, riferibile al nocciolo degli elettori di sinistra, normalmente all’opposizione; una cosa qualsiasi da non prendere troppo sul serio. Oggi tuttavia, a sentire il TG1 con la coda dell’orecchio parlare di Berlusconi e fare riferimenti a vicende che hanno gettato tutto il paese in un tremendo B-movie, ho pensato se, sinceramente, l’onesto cronista mestierante non si stesse vergognando.
Se volete accattarvi anche voi la Volplina in verde che fa capolino qui in alto a destra, copiatevi la stringa qui sotto nel template del vostro blog (o nei widget se avete wordpress). Poi cambiate i valori di right e bottom (eventualmente cambiandoli con left e top) per adattarla al vostro layout. La listarella verde è un po’ funerea, invece la volpina è allegra come la rivoluzione.
Riga in fondo al template, prima di “</body>”:
<img src=”http://gpetrucc.web.cern.ch/gpetrucc/volpe.gif“ alt=”Volpina per Moussavi” style=”position: fixed; right: 0; bottom:
0;” />
(grazie a Arianna e Giovanni)
Complimenti al sindaco Matteo Renzi, e grazie davvero. E’ il primo di una lunga serie, ma il primo ci voleva. Si è visto coraggio contro i vecchi e prevecchi più forti d’Italia, una sfrontatezza quasi spericolata, freddezza e professionalità, ma soprattutto un istinto politico da paura, come diceva quello. Bravo.
Archiviato in: Odisseo | Tag: aerei, FIeldrunners, signore stronze, telefonini
Mi piacerebbe sapere una cosa, con definitiva certezza: il telefonino acceso in aereo è davvero pericoloso, oppure è terrorismo psicologico gratuito per cercare di limitare i rumori molesti in cabina? Stamattina, come al solito, ho spento i telefoni prima del decollo. Una volta in volo, dopo aver fatto finta di lavorare per una mezz’oretta, ho riacceso l’iphone e mi sono immerso in avvincenti sfide a Fieldrunners, cercando di battere il mio record personale nello scenario Dryland modalità Endless. Quando si è arrivati “in prossimità di Roma” è arrivato l’ordine di spegnere tutte le apparecchiature elettroniche per l’atterraggio, e ho dovuto mettere in pausa la partitona per evidenti ragioni di sicurezza, controllato da uno sguardo attento, indulgente ma severo, dell’assistente di volo. Ormai a bassa quota ed in preda alle solite raffiche di vento che fanno venire il patè d’animo, la signora accanto a me, che viaggia con (presumo) la nipote, seduta nel sedile tra i nostri due, tira fuori il telefonino dalla borsetta per controllare qualcosa. La guardo incredulo e le intimo di spegnerlo, “è pericoloso” le dico, visibilmente seccato. Lei mi guarda come si guarda un pazzo che ti abbia chiesto un assegno da mille euro, e rimette il telefono tranquillamente in borsa. Allora io insisto, “lo spenga!”, lei infila le mani nella borsa, facendo finta di spegnerlo, sperando che la pianti. Nel mentre, al passeggero accanto alla signora, dall’altra parte del corridoio, squilla il telefono con un messaggio (ormai siamo abbastanza bassi, dunque deve esserci ricezione), tira fuori tranquillamente il telefono dal taschino della camicia e risponde al messaggio, senza che nessuno faccia una piega. La signora invece coglie la palla al balzo “perché allora non dice anche a lui di spegnerlo?”. Mi difendo sostenendo di essere troppo lontano dal signore e che dovrebbe essere lei a chiederglielo. Il finale delle mie parole si smorza nello sguardo della signora che mi osserva come uno scemo.
A me piacerebbe capire la morale di questa storia (o parabola). Ho rischiato la vita assieme a tutti i passeggeri, oppure fatto la figura del pirla, e allora potevano anche farmi finire la partita a Fieldrunners? Io avevo anche messo l’iphone su modalità aereo, dunque se quel che dicono avesse senso, ero meno pericoloso dei telefonisti in servizio effettivo permanente. Ma soprattutto, se non è pericoloso, perché ci scassano i cabasisi facendoci venire il panico se ci siamo dimenticati il telefonino acceso nella tasca del cappotto che sta nella cappelliera in fondo dietro la borsa?
Archiviato in: Odisseo | Tag: Bersani, elezioni europee, Franceschini, PD, Unità, Veltroni
Per capire i recenti eventi interni del Partito Democratico è necessaria una lettura attenta dei dati elettorali delle europee. Detto in estrema sintesi: il PD è molto meno balcanizzato di quel che la vulgata tende a rappresentare. O, per dirla in maniera diversa, le aspre divisioni che caratterizzano i suoi esponenti principali non trovano corrispondenza nei comportamenti del suo elettorato. (continua…)
Archiviato in: Odisseo | Tag: Berlusconi, Donald Sassoon, economia, Italia, Politica, Unità
Forse l’Italia non è un caso particolare. Forse gli articoli allarmati su Berlusconi, usciti in questi giorni sulla stampa internazionale, sbagliano: la democrazia italiana è sulla stessa china degli altri paesi europei. Inizio la mia conversazione con Donald Sassoon con questa provocazione. La proprietà dei media è ovunque troppo concentrata; i recenti scandali inglesi hanno mostrato politici privi di compostezza e pudore; la crescente disuguaglianza sociale è un dato diffuso in tutto il continente. (continua…)
Da bambino la Salerno-Reggio Calabria l’avrò fatta mille volte, seduto nel sedile di dietro della Simca Horizon di mio padre. Non mi pare cambiata molto nel frattempo: molti chilometri a una corsia, chicane tipo Montecarlo, camion pericolosi che a volte si fermano e ti lasciano un’ora in fila col pupo che si spazientisce. L’Alitalia invece sta peggiorando rapidamente. Non solo niente vino e luci accese anche di notte (sempre per il gradimento del pupo) ma soprattutto disaccordi di fondo tra l’operatrice telefonica che ti dice un prezzo e spiega alcune condizioni e la commessa all’aereoporto che ti spiega che la sua collega ti ha dato una informazione sbagliata.
Archiviato in: Odisseo | Tag: elezioni europee, Gordon Brown, Inghilterra, Labour Party, Londra, Regno Unito, Unità
Anni fa, a Londra, presi una multa per aver parcheggiato il mio motorino in divieto di sosta. Scrissi al comune, spiegando che il parcheggio regolare era inagibile, che la mia infrazione era durata poco e non aveva comportato disagi per alcuno, e che ero uno studente con pochi soldi. Il comune rispose cortesemente sollevandomi dall’obbligo di pagare. Questo episodio personale spiega, credo, meglio di complicate analisi politologiche il risultato del voto inglese. I cittadini britannici hanno un rispetto sostanziale e non formale per le regole. Se una regola risulta vessatoria, come nel caso della multa, si fa una eccezione motivata. Similmente, se un ingiusto privilegio è legale, il fatto che sia formalmente corretto non lo rende meno sbagliato. Per questa ragione gli scandali dei rimborsi dei parlamentari, che hanno dominato il dibattito in Gran Bretagna nelle ultime settimane, sono stati così gravi per la reputazione del sistema politico inglese. Nessun parlamentare ha violato leggi, nessun politico ha effettuato spese non consentite. Tuttavia, è sembrato a tutti uno scandalo che ci si facesse rimborsare dai contribuenti una poltrona per massaggi o una televisione da 2500 euro. I toni usati dai cittadini inglesi, nel pubblico come nel privato, mi hanno ricordato molto quelli che si usavano da noi negli anni di Tangentopoli. Indignazione senza appello, condanna in blocco di un sistema di potere e di abusi da cui nessuno era immune. Tuttavia, i laburisti, da dodici anni al potere, hanno pagato il prezzo elettorale più alto: sotto il sedici per cento, il risultato peggiore dalla prima guerra mondiale. Certamente la crisi di consensi era precedente allo scandalo dei rimborsi, Gordon Brown ha dimostrato di non possedere alcuna delle doti di leadership di Tony Blair. Il suo governo soffre inoltre di un logoramento naturale dopo tanti anni al potere, e della crisi economica che ha colpito l’Inghilterra più di altri paesi, dopo un periodo di crescita elevata che sembrava non dovesse finire mai. L’interrogativo adesso riguarda il futuro. I partiti protestatari che si sono maggiormente giovati di questo risultato, il partito euroscettico UKIP, e quello xenofobo BNP, normalmente non confermano tali consensi alle politiche, dove si sceglie il governo e si vota con un sistema elettorale maggioritario. Tuttavia, se i laburisti non riuscissero con riforme convincenti a rimettere assieme i cocci della loro credibilità ed integrità come partito di governo, il partito Laburista potrebbe subire l’avanzata dei Liberal Democratici che ambiscono da oltre ottant’anni a riconquistare i ruolo di principale oppositore dei Conservatori, ormai chiaramente lanciati a vincere le prossime elezioni.

